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Caffè, un alleato contro l'Alzheimer PDF Stampa E-mail
Scritto da Paolo Palmas   
martedì 27 ottobre 2015
Sul nostro portale sono Imagegià state riprese più volte le benefiche proprietà del caffè, il cui consumo moderato è stato associato alla prevenzione di molte malattie degenerative, tra cui quelle cardiovascolari, tumorali e neurologiche.
Fin dal 2007 abbiamo documentato come in molti studi scientifici, la caffeina, il prezioso alcaloide presente nel caffè, risulterebbe essere associato non solo al miglioramento delle funzioni cognitive (memoria e apprendimento su tutte), ma anche alla stimolazione di alcune tipologie di neuroni con attività protettiva contro la neurotossicità indotta da sostanze amiloidi (Neurology 2007; 69:536-545).
Un nuovo studio condotto dall’Università di Bari e dall’Istituto Superiore di Sanità nel mese di luglio 2015 ha confermato queste proprietà, documentando l’effetto protettivo di una tazzina di caffè al giorno contro la malattia di Alzheimer; i ricercatori hanno monitorato le abitudini di 1500 persone di età compresa tra 65 e 84 anni, analizzando l’effetto del consumo di caffè in relazione alla comparsa di un deterioramento cognitivo (MCI, Mind Cognitive Impairment); dalla ricerca è emerso che chi manteneva una regolare assunzione quotidiana di una tazza di caffè presentava meno rischi di decadimento cognitivo rispetto a coloro che ne consumavano meno, o in maniera irregolare.
La ricerca conferma dunque i risultati di studi precedenti sugli effetti protettivi a lungo termine esercitati dal caffè contro il declino cognitivo e la demenza; piacere, gusto e benessere alla portata di tutti.
                                      
Paolo Palmas
Naturopata Nutrizionista, Resp. Nutrigroup
 
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