I pollini

19 Maggio 2007 By Paolo Palmas

I granuli pollinici delle piante costituiscono una fonte allergenica tra le più importanti.
Il polline è il gametofito maschile, ovvero la struttura che produce e mantiene i gameti delle piante a seme (Angiosperme e Gimnosperme).
Il termine polline è stato coniato da Linneo (il naturalista svedese artefice della nomenclatura botanica binomia) e deriva dal latino "pollen" che vuol dire: farina fine.
I pollini germinano sulla parte femminile dei fiori, lo stigma, fecondando gli ovuli che produrranno poi i semi. Quando il granulo pollinico ha raggiunto lo stigma, emette un tubetto pollinico che attraversa lo stilo ed indirizza i gameti maschili verso quelli femminili.
Questi sono situati nel gametofito femminile che si trova dentro gli ovuli, a loro volta racchiusi nell'ovaio. Il polline viene prodotto all'interno delle sacche polliniche che vengono a formare l'antera. Questa è tondeggiante ed è composta, dall'interno verso l'esterno dalle cellule madri del polline, dal tappeto (che nutre il polline durante il suo sviluppo, dallo strato mediano (che unisce le varie sacche polliniche), dallo strato meccanico, che serve a facilitare l'uscita del polline.
Nelle Gimnosperme si presenta un'impollinazione quasi esclusivamente anemofila, cioè tramite il vento. Nelle Angiosperme si riscontra un'impollinazione entomofila, tramite gli insetti.
Esistono forme di impollinazione tramite l'acqua e tramite gli animali. Le piante anemofile producono elevate quantità di polline, presentano fiori molto piccoli e poco vistosi, in quanto non devono attirare gli insetti per l'impollinazione. Il loro polline può essere trasportato anche a distanze di centinaia di chilometri dalla sorgente.
Le piante ad impollinazione entomofila presentano invece fiori vistosi e profumati, al fine di attirare gli insetti. Esse producano minori quantità di polline, che viene trasportato da un'insetto vettore.
Il polline si presenta sotto forma di granuli di piccole dimensioni (comprese tra i 10 e i 200 micron). La forma è variabile, ovoidale o elicoidale. Possono presentare aperture rappresentate da pori e solchi. Il granulo è formato da un'involucro esterno molto resistente. Questo presenta due pareti: una esterna chiamata esina, formata da sporopollenina, ed una interna, chiamata intina formata da polisaccaridi.
La sporopollenina è molto resistente agli agenti esterni. L'esina inoltre presenta una superficia molto elaborata, con sculture, ornamenti, disegni che sono caratteristici per ogni specie e servono a riconoscerle ed a distinguerle. L'interno del polline presenta un contenuto ricco di proteine e glicoproteine allergizzanti.
Questo materiale fuoriesce dall'involucro tramite le aperture del granulo pollinico (solchi o pori).
Non appena un polline raggiunge una mucosa (ambiente umido), inizia entro pochi secondi a liberare il proprio contenuto allergenico, nella maggior parte dei casi costitutito da materiale proteico.
Si ipotizza che, in determinati pollini, come quelli delle Cupressaceae, assumano importanza anche allergeni di natura carboidratica.
Il tappeto, durante la formazione dell'esina, forma dei piccoli corpi rotondeggianti, tra 1 e 5 micron, denominati orticoli o corpi di Ubish. Di questi si è ipotizzata la natura allergenica, ma una dimostrazione di questa ipotesi non è mai stata portata, né esiste prova che i corpi di Ubish abbiano reale potere allergenico e non svolgano invece solo un ruolo di protezione e di cuscinetti meccanici nello scivolamento del polline all'esterno dell'antera.Siccome i pollini hanno dimensioni medie superiori ai 10 micron, queste non consentirebbero la loro penetrazione nelle vie aeree inferiori. Questa considerazione pone agli studiosi su come avvenga il contatto tra l'allergene pollinico e la mucosa bronchiale.
L'allergene potrebbe essere associato a particelle di dimensioni inferiori al micron e derivate dal granulo pollinico. Esistono ancora dubbi e incertezze su dove siano situati questi allergeni (orticoli? citoplasma?) e su come avvenga la loro liberazione.
Non si conosce il numero di granuli pollinici necessario per provocare sintomatologia, nei soggetti sensibilizzati.
Alcuni studi indicano che questo numero varia a seconda della prima esposizione. La quantità di polline necessaria per far iniziare i sintomi è sempre più elevata all'inizio della stagione pollinica, piuttosto che nel corso della stagione. Questo fenomeno è stato definito "primig effect" ovvero effetto scatenante.
Non esistono molti studi sulla dose soglia di concentrazioni allergeniche, e questa certo varia a seconda della diversa specie pollinica, oltre che del periodo di fioritura (iniziale o terminale).


In Italia le principali piante allergeniche sono le seguenti: Graminacee

Famiglia che include numerosi generi, sia spontanei che coltivati. Le presenze maggiori di questi pollini sono nella valle padana, negli Appennini centrali, in Campania ed in Sardegna. La fioritura va da aprile a giugno. Le diverse specie di Graminaceae cross-reagiscono ampiamente tra di loro. La prevalenza per sensibilizzazione varia, a seconda delle diverse regioni italiane dal 75% al 30%. La famiglia delle Graminaceae risulta molto omogenea anche dal punto di vista della morfologia pollinica per cui è difficile, nella maggior parte dei casi, un loro riconoscimento nell'ambito della famiglia, almeno con il microscopio ottico.
I granuli pollinici sono sferoidali od ovoidali, con diametro che può variare da 22 a 122 micron. L'esina è sottile, l'intina è più spessa. La superficie esterna dell'esina è in genere finemente cabrata.
Presentano un'apertura rappresentata da un poro di 2-8 micron di diametro.
UrticaceaeLa specie più importante è la Parietaria, molto comune, cresce sui ruderi e sui muri, lungo le strade e i fossi. Fiorisce da marzo ad ottobre. La concentrazione di questo polline è molto alta nelle regioni del Sud Italia ed in Liguria. La pollinazione, in queste aree geografiche, è praticamente presente durante tutto l'arco dell'anno, con due picchi di fioritura: uno maggiore, in marzo-aprile, un secondo, di minore grandezza, in settembre. La prevalenza di questa sensibilizzazione è intorno al 60-70 % nelle aree del Sud, Isole ed in Liguria (che costituisce un'eccezione, tra le regioni settentrionali). Nelle regioni del Nord la prevalenza oscilla tra il 20 e il 40%.

Il polline di Parietaria è di piccole dimensioni (10-15 micron), sferico, triporato ovvero dotato di tre aperture sferoidali denominate "pori". Questi sono isodiametrici ed in posizione equatoriale. In corrispondenza dei pori lo strato più interno della parete diventa più spesso, formando degli onci. Il polline dell'Urtica dioica è molto simile a quello della Parietaria, ma è raramente sensibilizzante ed in questi casi non esiste cross-reattività tra le due specie. OleaceaeLa specie di maggior significato clinico è rappresentata dall'Olea europea.

La sua pollinazione si verifica in maggio e in giugno. Le zone geografiche più interessate sono lungo le coste mediterranee e le Isole. La prevalenza di sensibilizzazione in queste aree va dal 15 al 25 % Nelle altre aree italiane, nel Nord, dove gli olivi sono scarsi in numero e dove sono più presenti i frassini, la frequenza di sensibilizzazione non supera il 5%.
Il polline è di dimensioni medie (20 micron), sferoidale, isopolare.
Presenta tre aperture (polline tricolporato) con onci a livello delle aperture. La superficie è reticolata.
  Cupressaceae Sono una specie la cui importanza allergenica è stata rivalutata negli ultimi anni. Si ipotizza un incremento dei casi di sensibilizzazione dovuto all'aumento del numero di piante impiantate a scopo di forestazione ed ornamentale ma non sono esclusi anche altri fattori relativi ad un'aumentata aggressività del polline, per cause ancora da definire e verosimilmente legate all'inquinamento da motori diesel. Una recente indagine policentrica italiana ha definito una prevalenza media ci circa il 18% con punte intorno al 30% in Toscana ed in Liguria, dove queste piante sono molto ben rappresentate. I granuli pollinici delle diverse specie di Cupressaceae non sono distinguibili tra di loro, al microscopio ottico. Sono apolari, inaperturati, sferoidali. Le dimensioni sono intorno ai 25-30 micron. L'esina è sottile e la superficie psilata presenta orticoli (corpi di Ubish) distribuiti irregolarmente. L'intina è di spessore variavile e conferisce al granulo la caratteristica forma stellata. Il granulo ha la tendenza a rompersi. I granuli hanno una prevalente composizione in carboidrati (80%) a differenza degli altri pollini.Compositae In questa famiglia (che presenta un'impollinazione prevalentemente entomofila) vi sono numerosi generi. In Italia circa 20 specie. La più comune è l'Artemisia vulgaris. L' Ambrosia, che, fino ad alcuni anni fa, era un allergene pollinico diffuso soltanto negli U.S.A., ha iniziato a dare segni di presenza anche in Italia, nelle aree del Nord. Il territorio italiano in cui l' Ambrosia è maggiormante presente è la Lombardia, probabilmente per la presenza dell'aeroporto internazionale della Malpensa, dove potrebbero essere giunti i semi dagli U.S.A.
I granuli pollinici delle varie specie di dimensioni tra i 20 e i 25 micron. La parte del polline è alquanto spessa con tendenza ad assottigliarsi in prossimità delle tre aperture. Per questo motivo i granuli pollinici di Compositeae assumono forma trilobata. L'esina presenta scabrature e microechinature.
La pollinazione di queste piante avviene nel perido che va da luglio a settembre. La prevalenza di sensibilizzazione alle Compositeae va dal 10 al 25 %.
Betulaceae Negli ultimi decenni, in Italia, si è verificato un incremento delle sensibilizazioni a specie arboree come queste: Corylus, Ostrya, Carpinus, Betulla, Alnus. Queste specie sono tra di loro cross-reagenti. La pollinazione parte precocemente, da gennaio a maggio. La prevalenza di sensibilizzazione può raggiungere il 15%.
Il polline di Betulla spp ha profilo tondeggiante o elittico, triporato, con i tre pori sporgenti sulla linea equatoriale.
La parete si ispessisce e si solleva in corrispondenza delle aperture.
Dimensioni intorno ai 22 micron.
L'esina è piuttosto sottile, con tetto liscio o scabro. Il polline di Corylus avellana ha un profilo triangolare, tre aperture tondeggianti, pori, con onci molto convessi.   Chenopodiaceae Sono piante allergeniche presenti soprattutto sulle zone costiere. Prediligono terreni ricchi di sali. Si sviluppano in terreni incolti e ruderi. Sono piante erbacee annue con fioritura estiva ed autunnale.
Il granulo pollinico è sferoidale. Dimensioni: 24 micron. Presenta un gran numero di pori, almeno trenta, provvisti di opercolo. L'esina è sottile.
  AmarantaceaeFamiglia affine alla precedente, con periodo di fioritura da giugno a settembre, con maggiore presenza al Sud.   EuphorbiaceaePiante presenti su tutto il territorio italiano. Tra queste importanti quelle del genere Mercurialis (M. perennis, M. annua, M. corsica) a fioritura molto prolungata. La prevalenza in italia sarebbe intorno al 10%. Assieme a queste va ricordato il Ricinus communis, pinata spontanea presente sia al Sud che in Liguria che presenta una notevole allergenicità.Occorre ricordare che anche l' Hevea brasiliensis, da cui deriva il lattice della gomma naturale, causa di numerosi casi di sensibilizzazioni, appartiene a questa famiglia.     Fonte: pollinieallergia.net