Gastroprotezione con il pepe nero

6 Giugno 2015 By Paolo Palmas
Il pepe nero, una delle spezie più diffuse al mondo, viene utilizzato in cucina, nella preparazione di farmaci, cosmetici e integratori, ed anche come conservante e battericida. Proviene dalle bacche del Piper Nigrum, da cui si estrae la piperina, una caratteristica sostanza in grado di modificare i sapori e responsabile dei principali effetti del pepe sulla digestione.
La piperina possiede tutte le proprietà digestive delle spezie: come ampiamente documentato (Crit Rev Food Sci Nutr 2007;47:735-48) è in grado di promuovere la secrezione dei principali enzimi digestivi e favorisce il transito dei prodotti della digestione, riducendone il tempo. Come molte altre spezie, alle dosi comunemente utilizzate in cucina, anche  il pepe non danneggia la mucosa gastrica; viceversa, secondo alcuni studi, la piperina sarebbe in grado di proteggere la mucosa gastrica nei confronti dell’ulcera. A livello intestinale inoltre la piperina svolge un’azione favorente l’assorbimento della mucosa.
Non del tutto conosciuta, ma ben documentata (Physiol Behav 2006;89:85-91), l’azione di stimolo sulla termogenesi, che permette un aumento della spesa energetica corporea, in particolare durante programmi orientati alla perdita del peso.
Molto interessanti le ricerche sulle proprietà antiossidanti del pepe, che si è dimostrato capace di agire contro l’infiammazione cellulare, uno dei maggiori fattori di rischio nello sviluppo di aterosclerosi, diabete di tipo 2, artriti, tumori e altre patologie a carattere cronico e degenerativo. In questa direzione recentissimi studi (J Med Food 2014 Nov 10) hanno dimostrato come la piperina, in vitro, sia in grado di controllare e limitare i fenomeni che influenzano la crescita delle placche aterosclerotiche, riducendo non soltanto il rischio di incidenti cardiovascolari, ma anche ostacolando la ripresa della malattia in soggetti già sottoposti ad interventi di angioplastica. Parallelamente, in ambito oncologico, si sta studiando la capacità della piperina di inibire la proliferazione delle cellule di alcuni tipi di carcinoma mammario, potenziando la terapia radiante e permettendo di ottenere risultati migliori rispetto a quelli ottenuti con la radioterapia da sola (Cancer Lett 201;357:129-40).
 
Paolo Palmas

Naturopata Nutrizionista, Resp. Nutrigroup