GIORNATA MONDIALE DEL CUORE, NUTRIGROUP IN PRIMA FILA

6 Ottobre 2026 By Paolo Palmas

GIORNATA MONDIALE DEL CUORE, NUTRIGROUP IN PRIMA FILA

Ogni anno, le malattie cardio-cerebrovascolari causano oltre 18,6 milioni di morti nel mondo, e in Italia ben 127 mila donne e 98 mila uomini, per un totale di oltre 220 mila persone, muoiono a causa di infarto del miocardio, scompenso cardiaco e ictus cerebrale.

Nella Giornata Mondiale per il Cuore, la Fondazione Italiana per il Cuore ha ribadito i quattro pilastri strategici per il futuro:

  • investimento per la vita: prevenzione fin dall’età scolare;
  • prevenzione in ottica di genere: una prevenzione cardiovascolare che tenga conto delle specificità biologiche e socioculturali che influenzano il rischio cardiovascolare;
  • rischi “invisibili”: lotta non solo ai fattori di rischio convenzionali, ma anche a quelli meno noti come l’inquinamento atmosferico e acustico, l’esposizione alle microplastiche e lo stress sociale e socioeconomico;
  • cittadini protagonisti: massimo impegno nell’educazione sanitaria con particolare attenzione all’aderenza alle terapie e ai comportamenti salutari, incluse le scelte alimentari.

In questo contesto, come evidenziato da Nutrigroup in altre recenti pubblicazioni, dimostrando di essere sempre all’avanguardia nella divulgazione delle informazioni scientifiche orientate al benessere ed alla longevità in salute, un ruolo chiave lo svolgono una particolare categoria di sirtuine, le SIRT5, enzimi regolatori della longevità e della riparazione del DNA, e i mitocondri, veri e propri sensori metabolici in grado di modulare la risposta allo stress e all’infiammazione. Entrambe le direttrici coinvolte sono interconnesse con le abitudini alimentari e con la dieta a basso impatto infiammatorio.

La crescente importanza dell’invecchiamento come principale fattore di rischio per malattie potenzialmente letali, come le malattie cardiovascolari, ha dato un impulso significativo alla ricerca sulla longevità. Il muscolo cardiaco richiede un metabolismo energetico continuo e ben coordinato per tutta la vita.

Un recente studio, pubblicato su GeroScience (GeroScience 48, 2101-2121; 2026) ha esplorato la multifunzionalità della sirtuina 5 (SIRT5), il suo impatto sulla funzione cardiaca e il suo coinvolgimento come bersaglio terapeutico nella patogenesi delle malattie cardiovascolari, tra cui insufficienza cardiaca, cardiomiopatia diabetica, ipertrofia cardiaca e danno da ischemia.

I ricercatori hanno esaminato le evidenze riguardanti le modificazioni dell’espressione di SIRT5 durante l’invecchiamento cardiaco e vascolare, illustrandone il contributo al declino cardiovascolare correlato all’età e le sue intricate relazioni con i processi di invecchiamento già noti. In quanto regolatrice chiave del metabolismo mitocondriale, SIRT5 svolge un duplice ruolo nella fisiopatologia delle malattie cardiovascolari. Da un lato, la sua attività protegge le cellule cardiache dallo stress ossidativo, migliora l’efficienza energetica e contribuisce a contrastare il rimodellamento cardiaco avverso, dall’altro, in determinati contesti, una sua eccessiva attività può esacerbare i processi patologici.

Tali osservazioni contrastanti indicano che la modulazione di SIRT5 richiede un approccio preciso, e una comprensione più approfondita delle sue relazioni metaboliche e delle complesse interazioni con altre vie di segnalazione. SIRT5 non è infatti un semplice “interruttore” metabolico, bensì piuttosto un sofisticato coordinatore dell’equilibrio cellulare, il cui ruolo deve essere considerato nel contesto dello stato metabolico generale dell’organismo.                                                                                                          Poiché anche il declino dell’efficienza mitocondriale, associato all’età, è alla base della disfunzione cardiovascolare, chiarire la modulazione dei modelli di attività mitocondriale attraverso le scelte nutrizionali, potrebbe rappresentare una via di intervento per migliorare la longevità in salute e contrastare le malattie cardiometaboliche.

Infine, nuove evidenze suggeriscono potenziali differenze sesso-dipendenti nella protezione cardiaca mediata da SIRT5, sottolineando la necessità di approcci che bilancino la rappresentazione di entrambi i sessi e incorporino analisi integrative degli assi ormonali e metabolici. La quantificazione di SIRT5 circolante o miocardica come biomarcatore potrebbe migliorare la diagnosi precoce dello stress cardiaco metabolico e prevedere l’efficacia del trattamento.

L’analisi personalizzata delle abitudini alimentari, e la scelta di nutraceutici fondamentali per l’attivazione mitocondriale e la modulazione delle sirtuine, come da sempre sostenuto da Nutrigroup, potrebbe dunque rappresentare un efficace modello di prevenzione cardiovascolare, a basso costo e alla portata di tutti.

Paolo Palmas

Naturopata Nutrizionista, Resp. Nutrigroup