EPIGENETICA E NUTRIZIONE, BINOMIO PER LA LONGEVITA’
8 Marzo 2026Come più volte rimarcato sulle pagine di Nutrigroup, una dieta a basso impatto infiammatorio e ricca di sostanze nutraceutiche dalle varie proprietà antiossidanti può migliorare l’approccio preventivo verso ogni tipo di evento patologico, promuovere una longevità in salute, e certamente supportare la gestione di una malattia già conclamata, ancor più se di carattere evolutivo e degenerativo.
In questo contesto, l’interazione tra nutrienti e patrimonio genetico rappresenta uno dei confini più dinamici della medicina moderna. La nutrigenetica sta trasformando la comprensione del cibo: non più semplice fonte calorica, ma un sistema di segnali biologici in grado di modulare l’espressione genica, influenzare i processi epigenetici, orientare la risposta immunitaria e determinare traiettorie di salute o di malattia.
Nel corpo umano, oltre al DNA cromosomico collocato nel nucleo di ogni cellula, ereditato dai genitori, esiste almeno un altro patrimonio genetico, spesso dimenticato, rappresentato dal DNA del microbiota intestinale, dotato di proprietà metaboliche ed epigenetiche incomparabilmente superiori. Parlare di epigenetica significa considerare non solo il genoma umano, ma anche le sue interazioni con il microbiota intestinale e con l’ambiente alimentare: è all’interno di questo network che il cibo può attivare o silenziare i geni, e orchestrare funzioni metaboliche e immunitarie efficaci.
La corretta nutrizione dovrebbe quindi segnare un passaggio netto dalle calorie alle molecole; il corpo umano non funziona per combustione, le calorie sono una misura fisica del calore, ma nessuna caloria interagisce con il DNA. È la qualità molecolare del cibo, non il suo potere calorico, a guidare i processi biologici.
I principali modulatori epigenetici sono molecole presenti soprattutto nel mondo vegetale e marino, come ad esempio polifenoli, flavonoidi, carotenoidi, acidi grassi, che però spesso necessitano di enzimi presenti nel microbiota intestinale per essere liberati. Se questo è alterato, tutti questi modulatori non vengono rilasciati né assorbiti. L’integrità della barriera intestinale e la composizione del microbiota influenzano la capacità del corpo di attivare o meno vie epigenetiche essenziali per la salute.
La personalizzazione delle scelte alimentari diventa dunque uno strumento potentissimo per garantire una corretta integrità intestinale e per correggere processi biologici alterati.
Inoltre, la compromissione e l’impoverimento nutritivo del cibo, dovuto anche a coltivazioni in terreni poveri di carbonio, riduce drammaticamente la presenza di polifenoli nelle piante, molecole con oltre 40 atomi di carbonio, che sono tra i più potenti modulatori epigenetici.
Consumiamo alimenti sempre più vuoti dal punto di vista nutrizionale, per beneficiare del potere preventivo del cibo è necessario dunque programmare un’alimentazione individualizzata e un’integrazione mirata.
In un’epoca in cui l’epigenetica apre nuove possibilità terapeutiche, il cibo si conferma dunque una delle leve più potenti e accessibili per promuovere la salute a lungo termine.
Paolo Palmas