SIRTUINE, MITOCONDRI E LONGEVITA’
18 Luglio 2026A livello globale si sta assistendo ad un progressivo invecchiamento della popolazione. L’aumento dell’aspettativa di vita porterà ad un incremento costante della popolazione anziana, e l’OMS prevede che entro il 2050 la porzione di popolazione globale con più di 60 anni passerà dal 12% attuale al 22%.
Con l’aumento della conoscenza del declino biochimico, morfologico e funzionale dei processi legati all’invecchiamento, si sono elaborate strategie per migliorare gli effetti delle malattie legate all’età. Interventi dietetici come il digiuno intermittente, la restrizione calorica, le diete mima-digiuno e l’assunzione di alcuni nutraceutici sono stati utilizzati in modelli umani per rallentare l’invecchiamento.
In questo contesto un ruolo cruciale lo assume una particolare famiglia di proteine, definite sirtuine, strettamente dipendenti dalla presenza di NAD+, un coenzima essenziale per la loro attività, che svolgono un ruolo importante nel metabolismo energetico, nella riparazione del DNA, nel controllo dell’’infiammazione, nella senescenza cellulare, nello stress ossidativo e nella performance mitocondriale, e possono essere modulate dalla dieta e dall’esercizio fisico.
Recenti studi hanno documentato la presenza di 7 tipi di sirtuine, alcune presenti nel nucleo, altre nei mitocondri delle cellule; tra le proteine bersaglio dell’attività delle sirtuine vi sono l’NF-KB, un fattore di trascrizione proinfiammatorio che viene disattivato, il gene FOXO3a considerato il gene della longevità, che viene attivato, e l’AMPKinasi, l’enzima della vita, un sensore energetico cellulare in grado di modulare la risposta agli stress e rallentare l’invecchiamento.
Gli ambiti di azione delle sirtuine sono molteplici; la più studiata al momento, SIRT1, ha proprietà protettive cardiovascolari in cooperazione con SIRT3, e recenti studi avrebbero documentato un rallentamento della Malattia di Alzheimer in caso di sua sovraespressione, in quanto ridurrebbe il carico di beta-amiloide impedendo la formazione delle caratteristiche placche tossiche.
Oltre alla restrizione calorica e alle varie forme di digiuno o di programmi mima-digiuno, sono presenti molte sostanze naturali attivatrici. Il resveratrolo è stato uno dei primi composti studiati nella modulazione delle sirtuine, e nell’interazione con l’AMPKinasi, regolandoli in forma dose-dipendente, ed è particolarmente rappresentato in uva, mirtilli, prugne, mele, arachidi e vino rosso; la Curcumina è un potente attivatore di SIRT1 e di AMPKinasi, soprattutto a livello neurologico; il pterostilbene, un analogo del resveratrolo, particolarmente presente nei mirtilli neri, è un deciso attivatore di tutte le sirtuine e del fattore Nrf2, il direttore d’orchestra di tutte le attività di difesa del nostro organismo. Il NAD+, una forma attivata della vitamina B3, ha un ruolo chiave nella longevità cellulare, ed una sua supplementazione ha dimostrato un’inibizione della calcificazione vascolare attraverso il mantenimento di livelli adeguati di SIRT1 e SIRT6.
Oltre a quelli descritti, è bene citare anche alcuni flavonoidi come la quercetina, l’apigenina, l’epigallocatechin-gallato del tè verde, e molti polifenoli, tutti potenti stimolatori delle sirtuine.
Paolo Palmas