GLI INTERFERENTI ENDOCRINI: CONOSCERLI E GESTIRLI

22 Giugno 2022 By Paolo Palmas

Nutrigroup è da sempre in prima linea nella divulgazione di elementi conoscitivi fondamentali per la salute.

In quest’ottica si colloca una nuova (vecchia?) classe di componenti, presenti nell’ambiente o nel cibo che consumiamo, definita INTERFERENTI ENDOCRINI.

Gli interferenti endocrini (IE) sono sostanze chimiche che possono alterare l’equilibrio ormonale degli organismi viventi, esseri umani compresi. Gli IE possono quindi accendere, spegnere o modificare i normali segnali inviati dagli ormoni; i loro effetti sono preoccupanti, proprio perché insidiosi e subdoli.

Anche se non è ancora definitivo, l’elenco è ormai piuttosto nutrito e comprende diversi tipi di componenti. Si tratta, per esempio, di sostanze che persistono a lungo nell’ambiente e si concentrano negli organismi viventi, e quindi anche negli alimenti (i PCB, diffusi in passato come lubrificanti, sono vietati da anni), altre vengono prodotte da processi di combustione, come le diossine, e altre ancora, definite persistenti, sono presenti in prodotti di uso quotidiano come PFOS/PFOA (acido perfluoroottansulfonico e acido perfluoroottanoico) e PBDE (polibromodifenileteri); alcuni pesticidi, pur se valutati attentamente in tutta Europa; alcune sostanze non persistenti, ma con cui spesso entriamo in contatto nella nostra vita quotidiana, come alcuni ftalati (ad esempio il DEHP, bis ftalato) ed il bisfenolo A, sostanze chimiche utilizzate per ammorbidire alcuni materiali usati per prodotti industriali e di consumo, tra cui quelli a contatto con alimenti, come il PVC.

L’equilibrio ormonale è fondamentale per la salute dell’uomo adulto, e determinante per la crescita e lo sviluppo del feto e del bambino: pensiamo al ruolo di estrogeni e testosterone per il corretto sviluppo sessuale nella pubertà, o della tiroide per lo sviluppo cerebrale. Gli Interferenti Endocrini possono indurre effetti molto diversi nel sesso maschile rispetto a quello femminile, perciò la valutazione deve tenere conto della vulnerabilità legata all’età e al sesso.

I danni prodotti dagli Interferenti Endocrini indicano che le persone più esposte hanno un maggiore rischio di patologie riproduttive (infertilità, abortività, endometriosi, ecc.), di disturbi comportamentali nell’infanzia (dall’ADHD alle Sindromi dello spettro autistico), e forse anche di diabete e di alcuni tipi di cancro (testicolo e mammella in particolare).

Dosi molto basse di diversi IE nell’ambiente e negli alimenti, con la stessa azione, potrebbero sommarsi sino ad indurre un effetto tossico significativo (effetto cocktail); l’Unione Europea, attraverso il regolamento REACH, ha promosso un programma di regolamentazione, valutazione, autorizzazione e restrizione delle sostanze chimiche presenti sul mercato, anche allo scopo di sostituire quelle maggiormente preoccupanti.

Sarà però sempre più difficile sottrarsi alle esposizioni di sostanze tossiche; per questo occorre agire individualmente sui comportamenti modificabili, garantire il benessere della matrice extracellulare ed intracellulare attraverso una corretta educazione alimentare, un’adeguata attività fisica, ed alla scelta mirata, anche per genere, di farmaci e integratori.

Le scelte nutrizionali e di supplementazione, anche funzionali al benessere del microbiota intestinale, vero centro di controllo della nostra salute,  devono essere pianificate e personalizzate ad ogni età, affinché gli effetti delle sostanze dannose possano essere contrastati.

Paolo Palmas

Naturopata Nutrizionista, Resp. Nutrigroup